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	<title>Web marketing &#187; Posizionamento</title>
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		<title>Come fare per sapere se un sito è penalizzato da Google</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 10:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>

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Quando si sospetta che un sito abbia ricevuto una penalizzazione da parte di Google (quando ad es. si assiste ad un calo vertiginoso nel posizionamento per le principali parole chiave) la prima cosa da fare è controllare il numero di url del sito che Google ha indicizzato. Se il sito era inserito nell&#8217;indice di Google [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="95%">
<tr>
<th scope="col">
<p align="left">
<p align="justify">Quando si sospetta che un sito abbia ricevuto una penalizzazione da parte di Google (quando ad es. si assiste ad un calo vertiginoso nel posizionamento per le principali parole chiave) la prima cosa da fare è controllare il numero di url del sito che Google ha indicizzato. Se il sito era inserito nell&#8217;indice di Google e venivano mostrati i suoi backlinks allora l&#8217;operazione da compiere è digitare il seguente comando nel box di ricerca di Google:</p>
<p align="center"><em>site:tuodominio.com </em></p>
<p align="justify">Se il risultato di questa query è che nessuna url è indicizzata   e nessun backlink viene mostrato mediante il comando:</p>
<p align="center"><em>link:tuodominio.com</em></p>
<p align="justify">allora è certo che c&#8217;è una penalizzazione in corso.</p>
<p align="justify">Un altro modo per sapere se le proprie pagine sono incluse in   Google è quello di accedere al servizio <a href="http://www.cduweb.com/articoli/funzionamento-motori-di-ricerca/google/webmaster-central.html">Webmaster   Central di Google</a> il quale fornisce dettagliate informazioni sulla presenza   del sito in Google e su eventuali problemi dello stesso.</p>
<p align="justify">L&#8217;unica eccezione possibile a questa regola è quella relativa ad un nuovo sito di recente registrazione con ancora pochi backlinks che potrebbe non essere ancora presente nell&#8217;indice di Google poiché ancora in attesa di essere indicizzato e visitato dallo spider. Inoltre sono molti i siti che non mostrano alcun backlink ricevuto ma ciò, in sé, non è una segnale di penalizzazione ricevuta.</p>
<p align="justify">Tutte le penalizzazioni di Google comportano un crollo drammatico nel traffico del sito, in particolare nello scenario del web italiano dove Google, molto più che in altri Paesi come ad es. gli USA, ha un ruolo di grande dominio caratterizzando spesso fino al 90% e oltre del traffico di un sito.</p>
<p align="justify">Nell&#8217;immagine che visualizziamo in basso mostriamo un esempio di riduzione del traffico di un sito dovuta ad una penalizzazione.</p>
<p align="center">IMMAGINE: http://www.cduweb.com/immagini/google_penalty_example.gif</p>
<p align="justify">Google ha adottato nel proprio algoritmo una serie di filtri che cercano di scovare e punire tutte le azioni contrarie alle linee guida che siano in sostanza sinonimo di meccanismi artificiosi volti a tentare di incrementare il page rank e a migliorare in modo fraudolento il posizionamento di un sito.</p>
<p align="justify">Ad esempio Google riesce ad individuare quando un ancoraggio di testo assai simile (o identico) associato ai links viene inserito su più siti. Il ragionamento è semplice: più sono i siti che linkano, più è evidente che dietro ciascun sito debba esistere la figura di uno specifico webmaster (quindi diverso da quello degli altri siti linkanti). Esistendo così molte figure, è logico che ciascuno di questi webmasters nel realizzare un link con un testo di ancoraggio assai difficilmente potrà farlo uguale a quello utilizzato da tutti gli altri. Il fattore del caso e della probabilità, infatti, giocano un ruolo contrario a questa ipotesi la cui possibilità è, pertanto, remota. E&#8217; quindi troppo improbabile che tutti i webmasters – senza essersi accordati preventivamente – riescano a pensare ad un unico possibile testo di ancoraggio per cui quando l&#8217;anchor text è identico su molti siti viene visto da Google come “non naturale” e il filtro interviene a svilirne l&#8217;efficacia infliggendo penalizzazioni.</p>
<p align="justify">E&#8217; per questo motivo che, se si vuole evitare la penalità di Google, si deve sempre pensare con grande attenzione ai testi di ancoraggio quando ci si imbarca in programmi di link building.</p>
<p align="justify">Recentemente il servizio clienti di Google ha cominciato a   comunicare con i webmasters <a href="http://www.cduweb.com/articoli/funzionamento-motori-di-ricerca/google/penalizzazioni-comunicazione.html">avvisandoli   quando viene inflitta una penalizzazione e una provvisoria esclusione   dall&#8217;indice</a>: in tali casi il webmaster viene avvisato e invitato a rimuovere il codice dannoso. Tuttavia non tutti i webmasters vengono ancora raggiunti da queste comunicazioni di Google a causa dell&#8217;attuale insufficienza di mezzi che non consente ancora a Google di offrire in modo completo questo servizio. La penalità viene rimossa quando il webmaster, una volta rimosso il problema, compila ed invia una <a href="http://www.cduweb.com/articoli/funzionamento-motori-di-ricerca/google/reinclusione.htm">richiesta   di reinclusione</a>.</th>
</tr>
</table>
<p>*****</p>
<p>Autore: Stefano Mc Vey : <a href="http://www.cduweb.com/">Email marketing e Posizionamento Web</a></p>
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		<title>Posizionamento sui motori di ricerca con l&#8217;Article Marketing</title>
		<link>http://webmarketing.netmar.it/2007/10/26/posizionamento-sui-motori-di-ricerca-con-larticle-marketing/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 18:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;article marketing non è una pratica del tutto recente ma pochi sanno come utilizzarlo bene. Conoscere questa pratica è importante perché, se messa in atto con i dovuti modi, può diventare il fattore critico e spesso determinante per il successo di un sito web e per il posizionamento nei ranking di Google, Yahoo!, Windows Live [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&#8217;article marketing non è una pratica del tutto recente ma pochi sanno come utilizzarlo bene. Conoscere questa pratica è importante perché, se messa in atto con i dovuti modi, può diventare il fattore critico e spesso determinante per il successo di un sito web e per il posizionamento nei ranking di Google, Yahoo!, Windows Live e tutti gli altri motori di ricerca.</p>
<p align="justify">Il punto centrale della questione è che per migliorare il   posizionamento nei motori di ricerca un sito deve ricevere links.</p>
<p align="justify">Ma questi links non devono essere di qualsiasi tipo: ad esempio lo scambio dei links reciproci è giunto ormai al binario morto ed è definitivamente finita l&#8217;era in cui i webmasters che volevano incrementare la link popularity ed il page rank si scambiavano decine e a volte centinaia di links ricavandone dei benefici.</p>
<p align="justify">I links possono essere un grande valore per un sito ma possono anche essere dannosi come nel caso, appunto, che siano il frutto di scambi reciproci oppure nel caso in cui provengano da “cattive amicizie” (per ricalcare il termine utilizzato da Google nelle linee guida) ovvero siti bannati, siti che effettuano spam o che contengono malware e link farms.</p>
<p align="justify">Ma come deve essere allora un link per risultare vantaggioso?   La risposta è semplice:</p>
<ol>
<li>
<p align="justify">deve essere univoco (e non scambiato);</p>
</li>
<li>
<p align="justify">deve essere correlato nei contenuti (se abbiamo un sito che tratta di polizze assicurative, vale molto poco un link da un sito di balli caraibici, per quanto page rank questo possa avere);</p>
</li>
<li>
<p align="justify">deve essere (il più possibile) autorevole e quindi avere un   page rank elevato.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">deve essere contenuto in una pagina che contenga pochi links esterni. Più links ci sono infatti verso pagine o siti terzi, meno valore ha il link che si riceve.</p>
</li>
</ol>
<p align="justify">L&#8217;article marketing risponde positivamente alle esigenze del webmaster in quanto possiede (spesso) tutti e quattro i requisiti richiesti: univocità dei links, correlazione nei contenuti, limitato numero di links esterni (a volte nessuo) e (ma non sempre) autorevolezza del sito.</p>
<p align="justify">Tutto facile dunque? No.</p>
<p align="justify">L&#8217;article marketing è un lavoro che richiede un livello di conoscenza e di esperienza imprescindibili in quanto, se fatto senza i dovuti crismi, può non dare alcun effetto o addirittura trasformarsi in boomerang dando risultati negativi.</p>
<p align="justify"><strong>L&#8217;article Marketing “tradizionale”</strong></p>
<p align="justify">Ecco come funziona l<a href="http://www.cduweb.com/Posizionamento/Articoli/Article-Marketing/">&#8216;article   marketing tradizionale</a>.</p>
<p align="justify">Si scrive (o si paga qualcuno per farlo) un articolo di circa 600 parole, si seleziona un elenco di 100-200 article directories (ve ne sono oltre 1.000 tra generiche e tematiche) e si sottomette l&#8217;articolo ad ognuna di esse. Nell&#8217;arco di una settimana l&#8217;articolo è accettato e pubblicato dalle article directories per non menzionare le centinaia (se non migliaia) di siti che copiano i contenuti sulle proprie pagine moltiplicando così i links al vostro sito.</p>
<p align="justify">Anche se si tratta di links di bassa qualità – infatti sono molto poche le article directories con elevata reputazione – il ranking nei motori di ricerca comincerà a migliorare notevolmente realizzandosi così il beneficio ricercato attraverso il vostro lavoro.</p>
<p align="justify"><strong>Il problema principale dell&#8217;article   marketing</strong></p>
<p align="justify">Apparentemente l&#8217;article marketing ha proprio tutto ciò che i motori di ricerca chiedono: contenuto di qualità e correlato, links univoci (e non reciproci, <a href="http://www.cduweb.com/articoli/Link-Popularity/scambio-links.htm">frutto   di scambio links ormai privi di valore</a>).</p>
<p align="justify">Ciò che viene fatto mediante il lavoro sopra descritto, tuttavia, è un po&#8217; come sparare al buio. Si cerca di incamerare una quantità enorme di links con la speranza che la massa così ottenuta riesca a migliorare il posizionamento del sito sui motori di ricerca.</p>
<p align="justify">Il primo problema che possiamo registrare è il fatto che i motori di ricerca non guardano solo alla correlazione del testo contenuto nella pagina dell&#8217;article directory mettendola in relazione al vostro sito. Essi guardano anche la correlazione tematica fra l&#8217;article directory considerata nella sua interezza, in quanto sito, ed in tal caso apparirà subito evidente che la maggior parte delle article directories non sono tematiche, ovvero non si focalizzano su un tema specifico, accettando contenuti incentrati su pressoché qualsiasi argomento, ed apparendo, così, agli occhi dei motori di ricerca generaliste e, in quanto tali, non propriamente correlate ai contenuti del vostro sito.</p>
<p align="justify">Pertanto chi vuole fare un lavoro che produca risultati più premianti dovrà necessariamente fare una selezione per scegliere solo quelle article directories tematicamente correlate con i propri contenuti. Sono queste infatti che genereranno i risultati migliori in quanto i relativi links saranno molto più efficaci.</p>
<p align="justify">Operando in questo modo il posizionamento del sito migliorerà e i webmasters di alcuni siti probabilmente vi contatteranno per chiedervi di poter pubblicare alcuni vostri contenuti.</p>
<p align="justify">Tutto a posto dunque? Nessun altro problema? Purtroppo non è   così.</p>
<p align="justify">Esiste infatti un altro grande problema che è quello della duplicazione dei contenuti. I motori di ricerca hanno raffinato i propri algoritmi per individuare i contenuti duplicati utilizzando come criterio investigativo la data di prima pubblicazione dello stesso (quando cioè lo spider del motore di ricerca ha “scoperto” il contenuto per la prima volta). Mediante questo sistema (ed altri) i motori di ricerca sono in grado di capire qual è, fra due articoli, quello originale e quale la copia.</p>
<p align="justify">I motori di ricerca considerano ancora il testo di ancoraggio dei links che il sito riceve come un elemento manipolabile e suscettibile di utilizzo ai fini di spamming e per questo motivo filtrano i links riconoscendone al sito solo una parte rispetto al totale che riceve. Così, mentre il webmaster si affanna a generare grandi quantità di links, i motori di ricerca operano in senso contrario, annullandone una gran parte e relativizzando tutto il lavoro svolto riducendone di molto l&#8217;efficacia ai fini della link popularity e del page rank.</p>
<p align="justify">Nel prossimo articolo sull&#8217;article marketing vedremo come evitare i problemi suddetti massimizzando l&#8217;efficacia di questa azione.</p>
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