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	<title>Web marketing &#187; Motori di ricerca</title>
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		<title>Google</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 07:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha rilasciato da poche ore il suo più importante e rivioluzionario servizio che cambierà il modo di concepire e usare la Rete e i computer.
Si chiama CADIE (Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity) ed è la prima Entità Cognitiva Autoeuristica a Intelligenza Distribuita:
&#8230; una nuova e potente tecnologia per la risoluzione dei problemi di apprendimento per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google ha rilasciato da poche ore il suo più importante e rivioluzionario servizio che cambierà il modo di concepire e usare la Rete e i computer.</p>
<p>Si chiama <strong>CADIE (Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity)</strong> ed è la prima <strong>Entità Cognitiva Autoeuristica a Intelligenza Distribuita:</strong></p>
<blockquote><p><em>&#8230; una nuova e potente tecnologia per la risoluzione dei problemi di apprendimento per rinforzo, che ha dato vita al primo cluster operativo di apprendimento neuro-evolutivo su scala mondiale.</em></p></blockquote>
<p>Non è ancora possibile prevedere la portata di questo nuovo progetto ma i ricercatori di Google assicurano che nei prossimi mesi si potrà verificare <strong>l&#8217;effettiva influenza di CADIE sulle proprietà della Rete.</strong></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://cadiesingularity.blogspot.com/" target="blank"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_twtTNYQZ2gE/SdMHmRJd5TI/AAAAAAAAFXc/kDaAFXa_V_0/s320/cadie.JPG" border="0" alt="" /></a></div>
<p>Per approfondimenti  sull&#8217;argomento consigliamo la fonte ufficiale di <a href="http://www.google.it/intl/it/landing/cadie/index.html">Ecco a voi CADIE: una rivoluzione per la vostra vita sul Web</a> dove è possibile informarsi  sui possibili scenari di sviluppo, in questo caso legato al web design, di questa nuova, importantissima, applicazione.</p>
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		<title>Interessante animazione sul più famoso motore di ricerca</title>
		<link>http://webmarketing.netmar.it/2007/12/19/interessante-animazione-sul-piu-famoso-motore-di-ricerca/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 00:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[Descrive il funzionamento di Goole dagli albori a oggi, tutte le funzionalità

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Descrive il funzionamento di Goole dagli albori a oggi, <a href="http://www.portfolio.com/images/site/editorial/Flash/google/google.swf" title="google animazione">tutte le funzionalità</a></p>
<p><a href="http://www.portfolio.com/images/site/editorial/Flash/google/google.swf"><img src="http://www.economist.com/images/20040918/3704TQ16.jpg" height="236" width="400" /></a></p>
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		<title>SIMS 141 &#8211; Search, Google, and Life: Sergey Brin &#8211; Google</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 15:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ka9IwHNvkfU&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Ka9IwHNvkfU&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Le sanzioni di Google: come porre rimedio alla penalizzazione -950</title>
		<link>http://webmarketing.netmar.it/2007/11/28/le-sanzioni-di-google-come-porre-rimedio-alla-penalizzazione-950/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 10:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217; logico che tutto quanto esposto nel recente articolo &#8220;Google   e la penalità -950&#8221; è pura congettura, basata su discussioni, analisi di fatti e dati reali, ma senza alcun fondamento ufficiale in quanto Google, almeno finora, è totalmente silenzioso sulla faccenda.
Il nostro punto di vista è che in caso di sovraottimizzazione, la pagina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
<p align="justify">E&#8217; logico che tutto quanto esposto nel recente articolo &#8220;<a href="http://www.cduweb.com/articoli/funzionamento-motori-di-ricerca/google/penalizzazione-950.html">Google   e la penalità -950</a>&#8221; è pura congettura, basata su discussioni, analisi di fatti e dati reali, ma senza alcun fondamento ufficiale in quanto Google, almeno finora, è totalmente silenzioso sulla faccenda.</p>
<p>Il nostro punto di vista è che in caso di sovraottimizzazione, la pagina web debba essere rivista cercando di evitare tecniche quali keyword stuffing, elevata keyword density ed elevata presenza di termini semantici. Anche le url devono apparire il più naturali possibili. Non è pensabile né sostenibile avere un sito web in cui tutte le url del sito ripetono una frase che sia presente anche nel tag title e nel tag h1, h2, body ecc. Piuttosto occorre lavorare sempre più off-site cercando di incrementare links correlati ed autorevoli verso la pagina che si vuole posizionare.</p>
<p>Nel caso di effetto derivante dall&#8217;inserimento nell&#8217;algoritmo di una tecnica di ostacolo verso il Google Bombing, sappiamo che questo genere di filtri viene raffinato nel tempo da Google che, nonostante sia sempre silenzioso e (comprensibilmente) assai reticente nel rilasciare affermazioni ufficiali, è anche molto attento a recepire la reazione dell&#8217;utenza per poi compiere i necessari aggiustamenti. Forse, dunque, se il problema è questo, è possibile che sarà risolto dallo stesso Google a breve.</p>
<p>Infine, nel caso il problema sia l&#8217;innesto del brevetto della Patterson nell&#8217;algoritmo di Google, vediamo una sola strada da percorre per uscire dalla penalità. La penalità sarebbe collegata alla rilevanza della pagina che tende a trattare in modo massiccio un argomento senza però ricevere segnali di apprezzamento esterni. Pertanto la pagina dovrebbe cercare di ottenere riferimenti, menzioni, link esterni che giustifichino il suo contenuto. I links e i titoli delle pagine esterne che linkano dovrebbero poi contenere termini e frasi che siano correlate con quelli della pagina penalizzata. Occorre anche esaminare il tema principale del sito web che ospita la pagina penalizzata affinché la struttura gerarchica dei contenuti sia tale da mostrare l&#8217;importanza della pagina stessa suffragandola con testi di ancoraggio idonei nei links presenti in tutto il sito.</p>
<p>Come ogni filtro, anche quello della Patterson verrà comunque rivisto, aggiornato e perfezionato per riuscire ad individuare lo spam, lasciando in pace le pagine web “innocenti”.</p>
<p>*****</p>
<p>Autore: Stefano Mc Vey : <a href="http://www.cduweb.com/">Email marketing e Posizionamento Web</a></p>
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		<title>Posizionamento nei motori di ricerca dei mercati esteri: come si fa?</title>
		<link>http://webmarketing.netmar.it/2007/10/26/prova-5/</link>
		<comments>http://webmarketing.netmar.it/2007/10/26/prova-5/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 17:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte aziende hanno l&#8217;obiettivo di ampliare il proprio business a mercati diversi da quello nazionale, aprendosi magari verso l&#8217;intero mercato europeo, il mercato asiatico (mai interessante come in questo momento) o, piuttosto, il mercato australiano.
Qual è la strategia giusta per conseguire questo scopo? Bisogna copiare (traducendolo, ovviamente) il sito e collocarlo in una serie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte aziende hanno l&#8217;obiettivo di ampliare il proprio business a mercati diversi da quello nazionale, aprendosi magari verso l&#8217;intero mercato europeo, il mercato asiatico (mai interessante come in questo momento) o, piuttosto, il mercato australiano.</p>
<p>Qual è la strategia giusta per conseguire questo scopo? Bisogna copiare (traducendolo, ovviamente) il sito e collocarlo in una serie di domini con suffisso dei relativi Paesi (es. co.uk, it, de, nl, jp ecc.)? Oppure si può operare attraverso un unico sito complessivo?</p>
<p>Inoltre: quanto incide per un dominio l&#8217;essere in hosting nel Paese in cui si cerca di raggiungere il target? Per esempio se il nostro sito si trova in hosting negli Stati Uniti, sarà per esso più facile riuscire a proporsi al mercato americano? E se si trova in hosting in Inghilterra, si riuscirà più facilmente a migliorare il posizionamento nei motori di ricerca del mercato inglese?</p>
<p>Se è così, come funziona la faccenda? Ci si basa sull&#8217;indirizzo IP del   sito?<br />
E, infine, come si potrebbe fare per posizionare un unico sito su   qualsiasi mercato?</p>
<p>Tutte queste domande sono molto interessanti e chiarire questi aspetti sarà molto utile poiché esistono, oltre alle note grandi aziende, anche molte realtà medio/piccole che hanno l&#8217;intento di rivolgersi a più mercati essendo il proprio target naturale diversificato in più ambiti nazionali.</p>
<p>In primo luogo è importante sapere che quando si cerca di ottimizzare un sito per i mercati internazionali occorre avere a disposizione dei traduttori estremamente competenti. Nulla infatti penalizzerà vendite e posizionamento come una grammatica povera (e magari a volte involontariamente offensiva).</p>
<p>Ricordate che l&#8217;inglese, il francese, lo spagnolo e con essi molte altre lingue sono parlate in molti Paesi diversi, con dialetti diversi e quindi possono risultare diverse fra Paese e Paese anche se la lingua di base è la stessa.</p>
<p>Per questo motivo è un accorgimento consigliabile quello di utilizzare il meta tag “lang” per specificare la lingua ed il relativo dialetto. I motori di ricerca oramai sono in grado di determinare quale sia la lingua del sito per proprio conto ma inserendo il suddetto tag si allontanerà qualsiasi possibilità di errore.<br />
Il tag va posto nell&#8217;heading del codice html, vicino agli altri   meta tags:</p>
<p align="center">&lt;meta lang=”fr-CA”&gt;</p>
<p>Nell&#8217;esempio soprastante utilizziamo l&#8217;identificatore del dialetto canadese relativo alla lingua francese (fr-CA). Una lista completa di identificatori di linguaggio puà essere trovato all&#8217;url:</p>
<p>http://www.i18nguy.com/unicode/language-identifiers.html</p>
<p>I motori di ricerca capiscono dove sia ubicata un&#8217;azienda basandosi sull&#8217;indirizzo IP del server, sul nome del dominio e sulle informazioni di whois (sempre disponibili in particolare per Google, il quale, oltre che motore di ricerca è anche registrar).<br />
Perciò se si vogliono ottenere i risultati migliori in un mercato nazionale (ad es. in Google.co.uk) è necessario avere l&#8217;hosting del sito in quel territorio o, quantomeno, utilizzare il suffisso di TLD (top level domain) corrispondente al Paese in cui si cerca di posizionarsi (es. co.uk).</p>
<p>Ad esempio, se il sito si trova in hosting nel Regno Unito, al fine di apparire fra i risultati delle pagine presenti nel database del Regno Unito, esso dovrà avere:</p>
<ol>
<li>un suffisso di tipo .co.uk</li>
<li>se il sito è invece di tipo .com, .org ecc., dovrà in questo caso avere   l&#8217;hosting nel Regno Unito.</li>
</ol>
<p>Se si possiede un sito con estensione .co.uk (per rimanere all&#8217;esempio di cui sopra) cambiare l&#8217;indirizzo IP del server spostando l&#8217;hosting dal Regno Unito ad un Paese diverso (ad esempio gli USA) non avrà alcun effetto sul posizionamento e la presenza nel motore di ricerca co.uk e ciò poiché i motori di ricerca riusciranno ancora a capire che il sito è connesso al mercato UK basandosi sull&#8217;estensione del dominio .co.uk.</p>
<p>Se si possiede un sito .com o .org o altro TLD non specifico né indicativo di alcun Paese e si decide di cambiare hosting spostandolo dall&#8217;UK agli USA (od altro Paese) si otterrà invece un caso diverso poiché il nuovo indirizzo IP del sito mostrerà ai motori di ricerca che esso si trova in un territorio diverso dall&#8217;UK (USA, Germania, Italia ecc.) e, poiché il sito non ha l&#8217;estensione del Paese, potrà perdere tutti i posizionamenti sui motori di ricerca .co.uk.</p>
<p>E&#8217; importante dunque fare molta attenzione a questi fattori, che non sono propriamente dei particolari e, fra le altre cose, sarà ottima cosa fare attenzione anche alle informazioni sui contatti del sito (indirizzo, telefono ecc.) che dovranno essere connessi al Paese nel quale si cerca di ottenere il posizionamento. Questo è un altro modo di fornire ai motori di ricerca informazioni utili sul Vs. mercato di riferimento.</p>
<p><a href="http://www.cduweb.com/Posizionamento/Articoli/Google/mercatiesteri-2.html">Leggi la seconda parte di questo articolo </a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<hr /><span style="font-style: italic">Autore: Stefano Mc Vey <a href="http://www.cduweb.com/Posizionamento/Articoli/Google/mercatiesteri-1.html">Cduweb.com</a> in esclusiva per pc-facile.com</span>Linkare a: http://www.cduweb.com/Posizionamento/Articoli/Google/mercatiesteri-1.html</p>
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