SEO (search engine optimization)

Web Marketing

Netmar web marketing - web agency
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SEO (search engine optimization)

June 8th, 2008

NETMAR.IT

Il SEO (search engine optimization) è il processo di miglioramento della quantità e qualità del traffico verso un sito web proveniente da motori di ricerca attraverso risultati di ricerca ‘naturali’ (ovvero ‘organici’ o ‘algoritmici’) secondo parole chiave ben mirate. Solitamente, più in alto il sito appare nei risultati di ricerca, più visitatori avrà. Il SEO può anche indirizzarsi verso altri tipi di ricerca, come quella per immagini o locale.

Come strategia di marketing atta a migliorare l’importanza del sito, il SEO prende in considerazione come lavorano gli algoritmi di ricerca e cosa le persone cercano. Le attività del SEO possono influenzare la codifica, la presentazione e la struttura del sito, così come risolvere problemi che impediscono ai programmi di indicizzazione dei motori di ricerca di spiderizzare un sito (lo spider è un software che analizza i contenuti di una rete). Altre attività ancora più visibili sono mirate ad aggiungere contenuti rilevanti al sito, assicurando che il contenuto sia facilmente indicizzato dai motori di ricerca in modo da apparire più accattivante agli utenti. Un’altra categoria di tecniche, conosciute come spamdexing, utilizzano i link farm (ovvero un gruppo di siti che si linkano a vicenda), naturalmente nocivi per l’utente. I motori d ricerca rintracciano i siti che usano questi metodi e possono rimuoverli dai loro indici.

La sigla SEO può anche riferirsi a ‘ottimizzatori di motori di ricerca’, termine che può essere adottato da un’agenzia di consulenti che svolgono progetti di ottimizzazione per conto di clienti, o usato da dipendenti che si occupano di servizi SEO. Questo servizio può essere offerto solo o come parte di una campagna di marketing a più ampio raggio. Visto che il SEO può comportare modifiche al codice HTML di un sito, le tattiche SEO possono essere incorporate all’interno dello sviluppo e del design del sito stesso. Il termine ‘search engine friendly’ può essere usato per identificare quei design, menu, cms e url che sono facilmente ottimizzabili.

Definizione

Il processo che implica la scelta di espressioni chiave mirate e relative a un sito, in modo da assicurare che il sito si piazzi bene quando le suddette espressioni sono parte di una ricerca nel web.

Informazione

C’è molta confusione riguardo al SEO e alla sua relazione con lo spam dei motori di ricerca. In generale, un uso legittimo del SEO è un valore aggiunto all’esperienza dell’utente, mentre lo spam è naturalmente negativo, anche se tra questi due poli ci sono ampi margini di manovra.

L’ottimizzazione implica la realizzazione di pagine leggibili dai motori di ricerca e la messa in evidenza di argomenti chiave relativi al contenuto. L’ottimizzazione base può voler semplicemente dire che il sito non finirà in quella parte invisibile del web (cioè in quella porzione del web che non è accessibile attraverso i motori di ricerca). Un’ottimizzazione più avanzata implica una ricerca significativa dentro ogni elemento del design della pagina, della struttura del sito, e dei criteri esterni alla pagina.

Prima che le pagine possano essere ottimizzate, è necessario fare una ricerca per determinare a quali parole chiave è meglio indirizzarsi. Quindi bisogna trovare parole chiave rilevanti, determinarne la popolarità, valutare se siano competitive, e infine decidere quali parole siano meglio corroborate dalla qualità del contenuto.

Fonte : Web marketing SEO Agency www.netmar.it and www.netmar.org

netmar.it

Interessante animazione sul più famoso motore di ricerca

December 19th, 2007

Descrive il funzionamento di Goole dagli albori a oggi, tutte le funzionalità

Trovo questo video molto istruttivo per chi ha pregiudizi nei confronti di internet:

November 30th, 2007

SIMS 141 - Search, Google, and Life: Sergey Brin - Google

November 29th, 2007

Da Matt Cutts suggerimenti per essere “white hat” su Google

November 29th, 2007

Il noto addetto di Google Matt Cutts (il cui blog nel campo seo è di gran lunga il più famoso al mondo) ha divulgato una serie di consigli per i bloggers intervenuti al seminario “WordPress WordCamp” tenutosi lo scorso mese di luglio.

Riassumiamo in breve quanto suggerito da Cutts nel corso del Suo fugace (ma rilevante) intervento. Prima questione dibattuta:

1) trattino o sottolineato?

Cutts ha affermato che il trattino basso nelle url non viene trattato come un separatore di parola (similmente al trattino “-”).
ad esempio la seguente url:
http://www.sito.com/luci_della_ribalta/

verrebbe letta da Google come “lucidellaribalta” senza alcuna separazione, e ciò diversamente dall’url:

http://www.sito.com/luci-della-ribalta/

che permetterebbe quindi a Google di scoprire e leggere le parole (luci della ribalta) presenti nell’url.

Come è noto la presenza delle parole chiave nel testo dell’url permette un miglior posizionamento per cui è importante usare la giusta sintassi al fine di ottenere lo scopo.

Il consiglio è quindi chiaro: d’ora in poi seguiamo il consiglio di Cutts ed usiamo il trattino … ma che fare con tutte le pagine già esistenti del sito?

Verrebbe voglia di adottare un sistema di url rewriting modificando automaticamente tutte le url e convertendo il sottolineato in trattino ma sarebbe un errore nel caso in cui dette pagine siano già presenti sui motori di ricerca. Compiere questa operazione, infatti, genererebbe una nuova copia delle pagine e Google si troverebbe ad un certo momento ad avere due copie della stessa pagina: quella precedente (con il sottolineato) di cui detiene oltretutto la copia cache, e quella nuova perfettamente identica (a parte il trattino nella url) che configurerebbe una perfetta fattispecie di contenuto duplicato, punibile con la penalizzazione del sito.

2) estensioni dei files

Le pagine web possono avere diverse estensioni: htm, html, php, asp, jsp, cf, cfm ecc. Esiste un’estensione migliore dell’altra, in grado di condizionare positivamente o negativamente il posizionamento nei motori di ricerca? La risposta di Cutts è assolutamente negativa e sgombra ogni ombra su questo aspetto.

3) Url dinamiche
Google tratta le url dinamiche (quelle, per intenderci, in cui sono presenti caratteri c.d. “jolly” come “?” e “&”) allo stesso modo delle url statiche a meno che ci siano più di due parametri jolly.

Quindi una url come quella che segue è una url negativa che probabilmente non verrà indicizzata:

http://www.sito.com/?a=quattro&b=cinque&c=and&d=due/

Inoltre le url che contengono il carattere “#” (corrispondente nell’html al link di ancoraggio) vedranno tagliata l’url proprio in quel punto
ad es.: http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/#cinque
verrà letta e indicizzata da Google come:
http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/

Leggi la seconda parte di questo articolo:

 

Autore: Stefano Mc Vey, Web Marketing Pro

Statistiche sulla pubblicità in Italia

November 28th, 2007

Dal sito della Nielsen troverete tutte le statistiche aggiornate al 2007 dell’andamento pubblicitario italiano. E’ anche presente una classifica sui top spender nazionali e internazionali. Altre classifiche e ricerche interessanti sul sito/blog di Mauro Lupi

Pubblicità creativa

November 28th, 2007

Pubblicità creativa

pubblicità creativa

Le sanzioni di Google: come porre rimedio alla penalizzazione -950

November 28th, 2007

E’ logico che tutto quanto esposto nel recente articolo “Google e la penalità -950” è pura congettura, basata su discussioni, analisi di fatti e dati reali, ma senza alcun fondamento ufficiale in quanto Google, almeno finora, è totalmente silenzioso sulla faccenda.

Il nostro punto di vista è che in caso di sovraottimizzazione, la pagina web debba essere rivista cercando di evitare tecniche quali keyword stuffing, elevata keyword density ed elevata presenza di termini semantici. Anche le url devono apparire il più naturali possibili. Non è pensabile né sostenibile avere un sito web in cui tutte le url del sito ripetono una frase che sia presente anche nel tag title e nel tag h1, h2, body ecc. Piuttosto occorre lavorare sempre più off-site cercando di incrementare links correlati ed autorevoli verso la pagina che si vuole posizionare.

Nel caso di effetto derivante dall’inserimento nell’algoritmo di una tecnica di ostacolo verso il Google Bombing, sappiamo che questo genere di filtri viene raffinato nel tempo da Google che, nonostante sia sempre silenzioso e (comprensibilmente) assai reticente nel rilasciare affermazioni ufficiali, è anche molto attento a recepire la reazione dell’utenza per poi compiere i necessari aggiustamenti. Forse, dunque, se il problema è questo, è possibile che sarà risolto dallo stesso Google a breve.

Infine, nel caso il problema sia l’innesto del brevetto della Patterson nell’algoritmo di Google, vediamo una sola strada da percorre per uscire dalla penalità. La penalità sarebbe collegata alla rilevanza della pagina che tende a trattare in modo massiccio un argomento senza però ricevere segnali di apprezzamento esterni. Pertanto la pagina dovrebbe cercare di ottenere riferimenti, menzioni, link esterni che giustifichino il suo contenuto. I links e i titoli delle pagine esterne che linkano dovrebbero poi contenere termini e frasi che siano correlate con quelli della pagina penalizzata. Occorre anche esaminare il tema principale del sito web che ospita la pagina penalizzata affinché la struttura gerarchica dei contenuti sia tale da mostrare l’importanza della pagina stessa suffragandola con testi di ancoraggio idonei nei links presenti in tutto il sito.

Come ogni filtro, anche quello della Patterson verrà comunque rivisto, aggiornato e perfezionato per riuscire ad individuare lo spam, lasciando in pace le pagine web “innocenti”.

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Autore: Stefano Mc Vey : Email marketing e Posizionamento Web

Come fare per sapere se un sito è penalizzato da Google

November 28th, 2007

Quando si sospetta che un sito abbia ricevuto una penalizzazione da parte di Google (quando ad es. si assiste ad un calo vertiginoso nel posizionamento per le principali parole chiave) la prima cosa da fare è controllare il numero di url del sito che Google ha indicizzato. Se il sito era inserito nell’indice di Google e venivano mostrati i suoi backlinks allora l’operazione da compiere è digitare il seguente comando nel box di ricerca di Google:

site:tuodominio.com

Se il risultato di questa query è che nessuna url è indicizzata e nessun backlink viene mostrato mediante il comando:

link:tuodominio.com

allora è certo che c’è una penalizzazione in corso.

Un altro modo per sapere se le proprie pagine sono incluse in Google è quello di accedere al servizio Webmaster Central di Google il quale fornisce dettagliate informazioni sulla presenza del sito in Google e su eventuali problemi dello stesso.

L’unica eccezione possibile a questa regola è quella relativa ad un nuovo sito di recente registrazione con ancora pochi backlinks che potrebbe non essere ancora presente nell’indice di Google poiché ancora in attesa di essere indicizzato e visitato dallo spider. Inoltre sono molti i siti che non mostrano alcun backlink ricevuto ma ciò, in sé, non è una segnale di penalizzazione ricevuta.

Tutte le penalizzazioni di Google comportano un crollo drammatico nel traffico del sito, in particolare nello scenario del web italiano dove Google, molto più che in altri Paesi come ad es. gli USA, ha un ruolo di grande dominio caratterizzando spesso fino al 90% e oltre del traffico di un sito.

Nell’immagine che visualizziamo in basso mostriamo un esempio di riduzione del traffico di un sito dovuta ad una penalizzazione.

IMMAGINE: http://www.cduweb.com/immagini/google_penalty_example.gif

Google ha adottato nel proprio algoritmo una serie di filtri che cercano di scovare e punire tutte le azioni contrarie alle linee guida che siano in sostanza sinonimo di meccanismi artificiosi volti a tentare di incrementare il page rank e a migliorare in modo fraudolento il posizionamento di un sito.

Ad esempio Google riesce ad individuare quando un ancoraggio di testo assai simile (o identico) associato ai links viene inserito su più siti. Il ragionamento è semplice: più sono i siti che linkano, più è evidente che dietro ciascun sito debba esistere la figura di uno specifico webmaster (quindi diverso da quello degli altri siti linkanti). Esistendo così molte figure, è logico che ciascuno di questi webmasters nel realizzare un link con un testo di ancoraggio assai difficilmente potrà farlo uguale a quello utilizzato da tutti gli altri. Il fattore del caso e della probabilità, infatti, giocano un ruolo contrario a questa ipotesi la cui possibilità è, pertanto, remota. E’ quindi troppo improbabile che tutti i webmasters – senza essersi accordati preventivamente – riescano a pensare ad un unico possibile testo di ancoraggio per cui quando l’anchor text è identico su molti siti viene visto da Google come “non naturale” e il filtro interviene a svilirne l’efficacia infliggendo penalizzazioni.

E’ per questo motivo che, se si vuole evitare la penalità di Google, si deve sempre pensare con grande attenzione ai testi di ancoraggio quando ci si imbarca in programmi di link building.

Recentemente il servizio clienti di Google ha cominciato a comunicare con i webmasters avvisandoli quando viene inflitta una penalizzazione e una provvisoria esclusione dall’indice: in tali casi il webmaster viene avvisato e invitato a rimuovere il codice dannoso. Tuttavia non tutti i webmasters vengono ancora raggiunti da queste comunicazioni di Google a causa dell’attuale insufficienza di mezzi che non consente ancora a Google di offrire in modo completo questo servizio. La penalità viene rimossa quando il webmaster, una volta rimosso il problema, compila ed invia una richiesta di reinclusione.

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Autore: Stefano Mc Vey : Email marketing e Posizionamento Web

L’Italia nella mappa del Web 2.0

November 27th, 2007

Web 2.0

L’azienda giapponese di design iA ha creato una bellissima mappa delle società che operano nel Web 2.0, usando la grafica di una cartina di metropolitana (molto estesa, a dir la verità). Ma di questo abbiamo già parlato alcuni giorni fa

Ma guardando meglio, avete notato che, per quanto riguarda i siti italiani, nella mappa del web mondiale appaiono solamente Repubblica.it, il blog di Beppe Grillo e le versioni localizzate in italiano di Wikipedia e Google? Se avete qualche minuto date un’occhiata approfondita alla mappa: studiare le diverse connessioni non dev’essere stato per niente semplice!